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Addio Marketplace. Arriva l’i-Food Delivery per grandi e piccoli ristoratori indipendenti

La fine dei marketplace. La nascita dell'i-food delivery firmato Quickly International

Nell’era del food delivery, i marketplace costituiscono un canale importante. Tante le aziende costrette a salirvi per far fronte alle esigenze degli utenti più digitalizzati, soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano. Tuttavia, sta crescendo il malcontento di grandi e piccoli ristoratori costretti a sottostare alle leggi di tali piattaforme online. Ma se fino a poco tempo fa i ristoranti non avevano scelta, oggi la soluzione c’è e si chiama i-Food Delivery.

 

È boom di food delivery

Ebbene si, il mercato delle consegne a domicilio è in costante aumento. Secondo Euromonitor, l’Italia è il secondo Paese al mondo per consegne a domicilio di cibo, con un giro d’affari di oltre 11,5 miliardi di euro, solo nel 2017. E davanti a noi ci sarebbero solo gli Stati Uniti.

È boom di food delivery. L’Italia al secondo posto per consegne a domicilio

Il boom del Food Delivery ha visto la diffusione di MarketPlace come Just Eat, Foodora, Deliveroo, Foodracers, Glovo, solo per citarne alcuni attivi in Italia. C’è poi la minaccia Amazon. Tra i più famosi, compaiono Amazon Fresh (servizio di consegna spesa attivo nel nord e centro Italia), Amazon Prime (la consegna in 24 ore di prodotti di piccole dimensioni) e Amazon Locker (i punti di ritiro). Inoltre, a breve, sarà disponibile anche la piattaforma Amazon Ristoranti con cui ordinare cibo caldo a domicilio.

 

A fine 2016, anche McDonald’s e Coca Cola entrano nel business delle Consegne a Domicilio. Domino’s impiega droni e robot per le consegne. Persino Ford Motor testa le prime auto a guida autonoma per la consegna di pizza e pasti a domicilio (self-driving delivery).

 

Domanda e Offerta

 

Pertanto, supermercati, ristoranti e tanti altri, si organizzano, in un modo o nell’altro, per venire incontro ai nuovi bisogni degli utenti. Una tendenza comune è quella di pagare per essere presenti sui marketplace come JustEat. Un’altra è quella di attivare la consegna nel week-end reclutando il ragazzo delle pizze, oppure domandando ad un parente di consegnare col proprio mezzo. C’è anche chi investe in app personalizzate che consentono di ordinare a domicilio, benché si tratti di applicazioni limitate -data l’incapacità di erogare un servizio di consegna.

 

I clienti, d’altra parte, sono molto esigenti. Vogliono poter consultare il menù online, imbattersi in splendide foto di piatti per commentarle con amici e parenti. Per poi postarle su Facebook o condividerle su Instagram. Vogliono avere la possibilità di ordinare a domicilio, sia a casa che in ufficio. Pretendono che il fattorino sia puntualissimo e che la pizza sia ancora fumante, o il gelato possibilmente non sciolto. Vogliono prenotare un tavolo la mattina per la sera, senza dover alzare la cornetta. Talvolta, preferiscono consultare la pagina facebook del locale per leggere le recensioni. Oppure, vogliono scegliere se ordinare tramite app o telefono, nel caso di clienti poco informatizzati.

 

Pertanto, per poter offrire un vero servizio di food delivery, capace di fidelizzare i propri clienti e farsi conoscere da nuovi potenziali utenti, occorre garantire un’esperienza d’acquisto completa, unica e personalizzata. In questo scenario, chi “si arrangia come può” è destinato a fallire.

 

I limiti del Marketplace

 

Da un lato abbiamo i marketplace come JustEat. Dall’altro, l’i-Food Delivery di Quickly. Mentre i primi si limitano ad utilizzare i soli canali online e a trattare tutti i ristoranti allo stesso modo, l’i-Food Delivery impiega tutte le strategie online e offline disponibili per garantire un servizio personalizzato ed esclusivo.

I marketplace si limitano ad elencare in una stessa pagina tutte le attività presenti in un certo raggio chilometrico, ignorando l’identità del singolo ristorante. Infatti, il logo del ristorante è quasi irrilevante, mentre i menù si presentano spogli e privi di foto illustrative. Inoltre, occorre pagare un extra per essere in cima all’elenco, così che il cliente ordini dalle attività “sponsorizzate”. In pratica, è un po’ come fare campagne google ads per comparire nella prima pagina dei risultati del motore di ricerca più famoso. Non importa che punteggio ha il ristorante o cosa pensano gli utenti del servizio o dei piatti: basterà pagare di più per essere primi.

 

Pertando, tra i principali limiti del marketplace, come illustrato in Breve guida per ristoratori, vi sono:

 

  • La completa spersonalizzazione dell’identità del ristorante;
  • L’assenza di menù belli da guardare o ricchi di foto;
  • La geolocalizzazione che penalizza i ristoranti “troppo lontani” rispetto all’indirizzo del cliente;
  • L’assenza del criterio di ricerca “per nome” del ristorante;
  • L’utilizzo di sole strategie online che escludono a priori tutti quei clienti poco informatizzati;
  • L’impossibilità di pagare in contanti alla consegna;
  • L’impossibilità di consegnare a quei clienti abituali che non vogliono o non possono effettuare l’ordine tramite il marketplace.

 

i-Food Delivery: cos’è e cosa può fare per i ristoranti

 

Crescono i ristoratori insoddisfatti dei marketplace. Così, Quickly plasma l’i-Food Delivery, l’unico servizio a domicilio capace di mettere in luce il singolo Ristorante, con tutte le sue sfaccettature. Tra i servizi principali, i-Food offre ai ristoranti:

 

  1. Un servizio libero ed indipendente di consegna a domicilio. Il ristoratore potrà scegliere di consegnare a chiunque: sia ai clienti digitalizzati che quelli poco informatizzati. I clienti, saranno liberi di scegliere come pagare: sia online che alla consegna;
  2. Un’app dedicata col nome del Ristorante. Il ristoratore potrà scegliere le funzioni dell’app una per una. C’è la possibilità di inserire uno shop per i clienti che acquistano online ma anche la possibilità di ordinare mezzo telefono tramite una linea telefonica dedicata. Il ristoratore potrà, finalmente, pubblicare un menù libero ricco di foto e descrizioni. Potrà scegliere di inserire dei link diretti ai principali social come facebook;
  3. Strategie offline. Il ristoratore non perderà più ordini poiché i clienti saranno liberi di ordinare anche senza l’utilizzo di applicazioni o e-commerce;

 

Grazie all’i-Food Delivery, Quickly rende possibile la valorizzazione del singolo Ristorante. Con l’i-Food è possibile esaltare ciò che lo rende davvero speciale: la brand identity, i servizi, la consegna a domicilio, i valori, il menù, le specialità, la possibilità di stabilire un contatto reale col cliente (grazie ad una linea telefonica dedicata ed alle notifiche push), ecc.

 

Pertanto, Quickly aiuta proattivamente i ristoranti a sfruttare tutti i canali online e offline, in un’ottica multicanale. E, tramite tali strumenti, a valorizzare l’identità stessa del Ristorante.

 

 

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